giovedì 1 maggio 2014

Sopressa e vin col fondo alla Pizzeria Doriano

Claudio Reginato,presidente del Comitato Madonna della Salute, ha fatto degustare alla Pizzeria Doriano la sopressa di 'casada'.

Un giusto accompaganmento di vini col fondo della Cantina Sant'Andrea ha esaltato la bontà e l'artigianalità del prodotto.

"Sin dalle antiche origini il vino bianco veniva imbottigliato in primavera, per una fermentazione naturale di un paio di mesi, che lo rendeva brioso al momento dei consumo. La fermentazione in bottiglia, che modifica profumo e gusto mantenendo inalterate le caratteristiche dei vino base, porta ad un sapore armonico e mai dolce per il bassissimo contenuto di zuccheri residui: il tipico "fondo" della bottiglia, dato dal deposito naturale della fermentazione, unisce all’aroma fruttato del vino bianco il classico sentore di crosta di pane, così come la costante fermentazione sui lieviti, modifica di stagione in stagione profumi e sapori. Il vin coi fondo va bevuto entro un anno ed è indispensabile scaraffare la bottiglia con cura, non solo per un affascinante rituale estetico, ma soprattutto per evitare l’intorbidimento dato dal "fondo": attendendo un paio di minuti prima di berlo, si dà modo al vino di esprimere con forza tutte le proprie qualità ed il proprio valore, così come unendo la degustazione di questo vino con pane e sopressa di "casada" sì ricrea un abbinamento antichissimo " (Pro Loco Guia)


Pasticcio di patate e zucchine con formaggio latteria




L'ultimo giorno di vacanze che ho trascorso nel Veneto, l'ho passato ad acquistare vari prodotti tipici della zona: frutta e verdura direttamente dai contadini e formaggi di ogni tipo nelle latterie. Un pezzo di questo...un pezzo di quello... e adesso? Mi ritrovo una montagna di formaggi da smaltire. Uno di questi è il latteria, formaggio tipico veneto di varie stagionature. In questo caso ne ho usato uno fresco, il piu' adatto da fondere. E' buono anche sulla pizza!



Lessate le patate, sbucciatele e tagliatele a rondelle. Pulite e tagliate le zucchine a fettine o pezzetti, mettetele in una padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio che poi leverete. Salate e fate saltare velocemente, non devono cuocersi completamente. Oliate una teglia e cospargetela con del pangrattato. Sistemate le patate e le zucchine nella teglia.Tagliate il latteria a fettine e sistematelo sulle verdure. Sbattete in una ciotola le uova con il latte, il parmigiano, sale, pepe e la noce moscata. Versate circa i 2/3 del composto nella teglia. Sistemate le fette di speck sopra il formaggio e versate il rimanente composto. Cospargete con semi di sesamo e infornate a 180° per 30-35 minuti.


Ravioli Con Formaggio Di Latteria E Radicchio In Salsa Di Speck


Ingredienti


200 G - Farina
1 Cespo - Radicchio
2 - Uova
100 G - Speck
80 G - Formaggio Di Latteria
20 G - Cipolla Rossa
1 Filo - Olio D'oliva
- Sale
- Pepe

Informazioni


  • Tipo di portata: Primo
  • Ingredente principale: Radicchio
  • Ricetta per 4 persone

Preparazione

Frullare una parte del radicchio con il formaggio, sale e pepe. Farcire con il composto i quadrati di 10 cm per lato di pasta fresca all'uovo (uova e farina) e ricavare dei ravioli; cuocerli in acqua bollente salata. Nel frattempo imbiondire in padella con un filo d'olio la cipolla rossa, unire il radicchio e brasarlo per alcuni minuti. Abbrustolire lo speck e unirlo al radicchio in padella, scolare i ravioli e saltarli in padella per amalgamarli bene con la salsa.

Il Latteria


In passato le latterie turnarie svolgevano il ruolo degli attuali caseifici cooperativi, cioè di raccolta e remunerazione del latte. Ciascuno di questi, a rotazione, utilizzava il latte prodotto dagli aderenti per la produzione del formaggio e dei suoi derivati. La piena utilizzazione di questi luoghi era assicurata per tutto il periodo autunnale e invernale mentre d’estate, quando le mandrie si spostavano in alpeggio, venivano chiuse per lasciare spazio alla produzione di formaggi prodotti con latte d’alpeggio. La prima latteria sociale turnaria è stata costituita nella regione del Friuli Venezia Giulia – e più precisamente nel comune di Forni Avoltri – nel 1881 dal maestro Caneva. Oggi questo tipo di raccolta del latte è molto diminuito e in alcuni casi addirittura scomparso per lasciare il posto ai caseifici.
Il Latteria è un formaggio  a pasta semicotta e viene commercializzato in tre tipologie a seconda del grado di stagionatura e lavorazione:
  • ‘fresco’ per il formaggio con stagionatura di circa 30 giorni;
  • ‘mezzano’ per il formaggio con stagionatura che varia da 60 a 90 giorni;
  • ‘stagionato’ per il formaggio con stagionatura di oltre 90 giorni.
Al momento del consumo il formaggio Latteria presenta le seguenti caratteristiche chimico-fisiche-organolettiche:
  • forma cilindrica con diametro di 30 cm, scalzo diritto a facce piane di altezza compresa fra 6-8 cm. Il peso può variare tra i 5 e i 7 kg;
  • pasta di colore bianco latte nella tipologia più fresca; di colore leggermente paglierino e con piccole occhiature nel formaggio più stagionato;
  • crosta liscia non sempre uniforme, elastica e di color nocciola che tende a divenire sempre più secca e a scurire con il prolungarsi della stagionatura;
  • sapore dolce e delicato nella tipologia fresca che tende a divenire più saporito e a volte leggermente piccante nella tipologia stagionata;
  • aroma delicato nel formaggio fresco, più intenso in quello stagionato.
Zona Geografica
Il formaggio Latteria viene prodotto in tutto il Nord Italia, in particolar modo nel Friuli Venezia Giulia e in Veneto; la provincia di Treviso è quella dove si produce la maggiore quantità.

Il formaggio latteria di Claudio Reginato

Claudio Reginato,presidente del Comitato Madonna della Salute, ha portato in assaggio alla Pizzeria Doriano un fortmaggio latteria di una azienda agricola della zona.
Il Latteria  :
denominazione comune nell'area veneta per indicare il formaggio prodotto nelle antiche "Latterie turnarie" dove ogni famiglia contadina conferente il latte, a turno era impegnata nella produzione del formaggio. E' sinonimo di Montasio e conserva il nome primitivo per le partite non rientranti nelle tipologie previste dal Disciplinare di Produzione del Montasio DOP. Si produce prevalentemente il tipo da tavola con maturazione di 60 giorni

Pizza al formaggio di Pasqua






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Ciao a tutti,giusto in tempo ad hoc per la Pasqua,vi do la mia ricetta di pizza al formaggio da mangiare al pranzo della medesima (Pasqua)E' facile facile e buona. :P Allora..
INGREDIENTI:400 gr. di farina, meglio se del tipo a grano MANITOBA che è adattissimo per paste e pizze lievitate,250 ml d'acqua fredda o temperatura ambiente,80 gr. di formaggio grattugiato ripartito in 40 di grana e 40 di pecorino, 100 gr. di formaggio tenero (fontal ) 2 uova, 1 cucchiaino di zucchero e un cucchiaino raso di sale, 4 cucchiai d'olio, 1 pizzico generoso di pepe,1 bustina di lievito "Pizzaiolo" Pane degli Angeli (non faccio pubblicità, è che con questo lievito sono sicura che viene bene,tutto qui)
COME SI FA:Accendete il forno a 220,250°C 8a seconda se cuoce tanto o poco) e in una terrina mettete insieme la farina,il lievito, lo zucchero, il sale il pepe,il formaggio grattugiato, il formaggio tenero tagliato a dadini , le uova, l'olio,e mescolate aggiungendo poco alla volta l'acqua.Otterrete un impasto morbido e omogeneo.Prendete una teglia da 22 cm di diametro,oliatela,o meglio,mettete sul fondo un po' di carta da forno in modo da rivestire anche i lati,(così non v'impazzite ad oliare e non v'ungete le mani, cosa scocciantissima :shifty: ), mettete dentro l'impasto , pareggiatelo un po' e infornate.Fate cuocere per 20 - 30 minuti.E' meglio se non aprite il forno durante la cottura senno' si può afflosciare il tutto e allora tanti saluti.Buon Appetito!! 

Eco-ricette in fiore: eco-pizza del Primiero!


306 Pizza 4 formaggi

La terza eco-ricetta è un’Eco-pizza, realizzata al ristorante-pizzeria “Il Caminetto” di Transacqua il 20 maggio 2013.
Il Caminetto propone pietanze a base di prodotti biologici, che adottano la filosofia del km zero. Sulla griglia cuociono carni di vitello, maiale e manzo, e fra le pizze si distingue quella Nostrana, con il 100% di farina grano Kamut, farcita con Grana Trentino, Nostrano Fresco, Fontal e Asiago.

Lasagne con ragu bianco , zucca e fontal


Lasagne di ragu bianco con la zucca ricetta squisita|Easy Kitchen
Non ci sono parole per descrivere la squisitezza di queste lasagne di ragù bianco con la zucca, la dolcezza della zucca rende questo piatto un vero portento e mette d’accordo grandi e piccini. Ci sono solo 3 strati di lasagne (lo so ne vedete di più :P questo perché il taglio è stato fatto al centro dove avevo sovrapposto i due fogli di pasta ) e non ho messo la besciamella, il formaggio è limitato e c’è una buona porzione di verdura, si può considerare un piatto unico abbastanza bilanciato e se lo si vuole far diventare light quindi più leggero si può omettere la carne.
Ingredienti per 4 persone
1 kg di zucca già sbucciata e fatta a pezzetti (non suona bene :P hahahaha)
350 gr di tritato di manzo
il trito di 1 cipolla, 1 gambo di sedano e 1 carota
100 gr di formaggio Fontal 
3 belle prese di formaggio grattugiato tipo Parmigiano
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1/3 di cucchiaino di noce moscata grattugiata
sale e olio evo
Preparazione
In una pentola capiente rosolate il trito di cipolla, carota e sedano con un filo di olio e mescolate spesso, dopo 5′ circa aggiungete il tritato e continuate a mescolare fino a quando il tutto è ben rosolato. A questo punto inserite anche la zucca e 1 bicchiere di acqua, fate stufare con il coperchio per 30′ mescolando di tanto in tanto.
Finito il tempo, scoperchiate, aggiungete le spezie e aggiustate di sale, lasciate insaporire per altri 5′ o più minuti se il ragù risulta troppo umido, quindi spegnete.
Con la grattugia a foro grosso grattugiate il formaggio Fontal; prendete una pirofila con bordi alti e sul fondo versate un mestolo di ragù e livellatelo con il dorso di un cucchiaio, fate uno strato di lasagne e rimettete un’altro mestolo di ragù, 1/3 di formaggio e una presa di parmigiano. Fate così altri due strati e finite con il restante formaggio e un bel pugno di parmigiano, infornate a forno caldo non ventilato per 30′ circa. Servite ben caldo e…. buon appetito!!

Risotto con Piselli, prosciutto Cotto a Dadini e Formaggio Fontal


Dosi per 4 persone:
_350 g di riso Arborio la Pila o Riso del Vo’
_100 g di piselli
_1 confezione di prosciutto a cubetti
_fontal qb a seconda dei gusti
_sale/burro qb

Preparazione:Risotto con Piselli, prosciutto Cotto a Dadini e Formaggio Fontal
Tostare il riso con un pò di burro e sfumare man mano con il brodo vegetale preparato lessando i piselli per pochi minuti.
A cottura quasi ultimata del riso aggiungere il prosciutto a cubetti e il fontal in modo che si amalgami bene il tutto.

Ricetta in collaborazione con la blogger: https://www.facebook.com/GnamGnamPlus

Il Fontal del Trentino



Inconfondibile grazie alla Crosta rossa è fatto con latte Trentino. Niente conservanti o additivi. La ricetta di questo formaggio è semplice come la sua bontà: latte pastorizzato, fermenti lattici, caglio e un po’ di sale. Ha una pasta compatta, semidura e semicotta, riconoscibile dal colore paglierino e dall’occhiatura rada.

Stagionatura: minimo 60 gg.

Formato: peso medio 12 kg.

Fontal Crosta rossa


Inconfondibile grazie alla Crosta rossa è fatto con latte Trentino. Niente conservanti o additivi. La ricetta di questo formaggio è semplice come la sua bontà: latte pastorizzato, fermenti lattici, caglio e un po’ di sale. Ha una pasta compatta, semidura e semicotta, riconoscibile dal colore paglierino e dall’occhiatura rada.

Stagionatura: minimo 60 gg.

Formato: peso medio 12 kg.

Il formaggio Fontal alla Pizzeria Doriano


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Con la denominazione di Fontal, nata nel 1955 dalla contrazione di Fontina ed Emmental s’indica un formaggio che riassume le caratteristiche degli altri due in una produzione che ha origini trentine. Nella consolidata versione lombarda, il Fontal è un formaggio di consistenza abbastanza morbida prodotto con latte intero vaccino.
Caratteristiche
Il Fontal è un formaggio a media maturazione, ottenuto con latte vaccino pastorizzato. Di forma cilindrica con facce del diametro di 30-40 centimetri, ha scalzo concavo alto 8-10 centimetri e peso che oscilla fra gli 8 e i 12 chilogrammi. La pasta ha una consistenza elastica, tenera e compatta, di color bianco paglierino, con scarsa occhiatura. La crosta è sottile, chiara e colorata con cere plastiche.

Caratteristiche organolettiche
Fondente al palato, il Fontal ha un sapore dolce e delicato, di solito poco pronunciato.

Modalità produttive
Per la produzione del Fontal si utilizza il latte vaccino pastorizzato, cui durante la lavorazione sono aggiunti il caglio e un innesto di fermenti lattici selezionati, fra cui i lattococchi mesofili. La coagulazione avviene alla temperatura di 30-35°C, in un tempo variabile fra i 25 e i 35 minuti. Si procede alla rottura della cagliata fino alle dimensioni desiderate e, dopo l’estrazione, la massa caseosa viene sottoposta a pressatura per facilitare l’eliminazione del siero. Il processo di salatura avviene per immersione in salamoia. La stagionatura,infine, dura dai 40 ai 60 giorni alla temperatura costante di 8-10°C. L’uso del latte e crudo e del processo indicato sono essenziali per la caratterizzazione organolettica del prodotto.

Come si consuma
Il Fontal può essere gustato come formaggio da tavola a chiusura di un pasto o come secondo piatto. La facile fusibilità di questo formaggio, inoltre, ha il vantaggio di conciliarsi con molte pietanze. Ad esempio con i burger sia di carne che di soia, scottati in padella e coperti da una fetta di Fontal a fine cottura. Lasciando il coperchio sulla pentola per qualche minuto, la fusione del formaggio arricchirà il gusto della portata.

Storia
La produzione del Fontal è iniziata in Val di Non presso una società che produceva burro negli anni ’60 e ’70. Accanto alla lavorazione delle panne, uno dei soci della società aveva introdotto la produzione di un formaggio di tipo danese, il cui siero era utilizzato per la fusione dei pani di burro. Dopo qualche anno, questa produzione è stata sostituita con quella similare del Fontal. Verso gli anni ’70 tale formaggio è stato prodotto dai grossi caseifici cooperativi trentini che disponevano dell’attrezzatura necessaria. Nella produzione trentina, il Fontal Fiavè e il Fontal Sav sono formaggi che presentano caratteristiche organolettiche particolari, legate soprattutto alla freschezza e alla qualità del latte utilizzato e rappresentano ancora oggi una valida alternativa alimentare rispetto ai formaggi di tipo Nostrano.

Area di produzione
Originario della Val di Non in Trentino Alto Adige, il formaggio Fontal è ormai prodotto a livello industriale in tutto il territorio lombardo.

Fonti e Produttori: www.buonalombardia.it