venerdì 29 marzo 2013
Il Formaggio di Speloncia a Piccoli in Pizza
SPACCIO FORMAGGI
VIA FENADORA, 51/1 32030 FONZASO (BL)
STAGIONATURA
Via BOCCHETTE di MEZZO Loc. MONTE GRAPPA
TEL. e FAX +39 0439 56080 CELL. 347 2945205
Il formaggio di fossa a Piccoli in Pizza
Il formaggio di fossa è un tipico formaggio originario di Sogliano al Rubicone (FC) ma anche prodotto storicamente a Talamello (RN) e Sant'Agata Feltria (RN). Oggi, per estensione, viene prodotto in diversi comuni del Montefeltro e della val Metauro.
A differenza delle altre località, Talamello è l'unica che, come vuole
la tradizione, infossa il formaggio una sola volta all'anno e questo per
ottenere il massimo della qualità. La produzione di Sogliano appare invece quella più antica.[senza fonte].
Dal novembre 2009, a livello europeo, la denominazione Formaggio di Fossa di Sogliano è stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP) [1].
Il formaggio di fossa può essere di pura pecora o misto (ovverosia di latte vaccino e di pecora) e viene stagionato per tre mesi in tipiche fosse di forma ovale scavate nella roccia.
Il periodo tradizionale di infossatura era fine agosto-settembre; la riapertura delle fosse avveniva il 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Tale tradizione, lungi dall'essere scaramantica, era fondata su comportamenti e scelte razionali. La primavera-estate era il periodo in cui c'era maggiore abbondanza di pascolo, e quindi di maggiore produzione di latte. Si avvertiva la necessità di trasformare il latte in formaggio e di conservarlo per i periodi meno produttivi. Questa è la ragione fondamentale della permanenza in fossa del formaggio nel periodo autunnale. Il formaggio era consumato già a partire dall'inverno.
Dal novembre 2009, a livello europeo, la denominazione Formaggio di Fossa di Sogliano è stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP) [1].
Il formaggio di fossa può essere di pura pecora o misto (ovverosia di latte vaccino e di pecora) e viene stagionato per tre mesi in tipiche fosse di forma ovale scavate nella roccia.
Stagionatura
La tecnica di stagionare il formaggio nelle fosse ha origine molto antica. Questo tipo di formaggio è nominato in due inventari del 1497 e del 1498. Da entrambi i documenti si evince che la fossa di tufo aveva un duplice utilizzo: era il luogo di conservazione del formaggio (in autunno) e del grano (per preservarlo dalle razzie dei soldati), in tempi diversi dell'anno. Il produttore di formaggio affittava la fossa per il tempo che era necessario alla stagionatura, tre mesi o massimo 100 giorni. Il formaggio veniva posto, come tutt' oggi avviene, in sacchetti di tela coperti di paglia di fieno, per isolare il formaggio dall'aria.Il periodo tradizionale di infossatura era fine agosto-settembre; la riapertura delle fosse avveniva il 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Tale tradizione, lungi dall'essere scaramantica, era fondata su comportamenti e scelte razionali. La primavera-estate era il periodo in cui c'era maggiore abbondanza di pascolo, e quindi di maggiore produzione di latte. Si avvertiva la necessità di trasformare il latte in formaggio e di conservarlo per i periodi meno produttivi. Questa è la ragione fondamentale della permanenza in fossa del formaggio nel periodo autunnale. Il formaggio era consumato già a partire dall'inverno.
La Robiola Bio (Piemonte) a Piccoli in Pizza
Robiola di Roccaverano D.O.P. bio
Si tratta di una d.o.p. piemontese di antica tradizione,
prodotto da un piccolo caseificio secondo la regolamentazione
dell'agricoltura biologica a latte crudo. Pasta bianca e delicata da
fresco, dopo un lieve affinamento la crosta cremifica e il sapore si
intensifica.
Il lardo d'Arnad dop (Valle d'Aosta) a Piccoli in Pizza
Lardo d'Arnad DOP
Atlante dei prodotti tipici - Salumi tipici italiani
Lardo d'Arnad DOP (Valle d'Aosta Lard d'Arnad DOP)
Riconoscimento DOP: Reg. CE n.1263/96La produzione è limitata al comune valdostano di Arnad.
L'origine di questo salume è remota: la prima citazione si ha in un documento del 1570.
I suini utilizzati, di peso non inferiore ai 160 kg, devono essere allevati, oltre che in Valle d'Aosta, in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto.
Nella produzione del lardo di Arnad si devono osservare due caratteristiche fondamentali: l'alimentazione dei maiali, che esclude mangimi integrati a favore di castagne e soli ortaggi e la stagionatura del lardo medesimo, per la quale sono utilizzati aromi locali e spezie (aglio, rosmarino, alloro, chiodi di garofano, cannella, ginepro, salvia, noce moscata e achillea millefoglie).
Il lardo, una volta tagliato, viene inserito in un recipiente apposito, il "doil", fabbricato in passato dagli artigiani in legno di castagno, oggi sostituito da acciaio o materiale plastico per alimenti. Si ricopre con la miscela di spezie e si aggiunge poi una salamoia fatta con acqua, sale grosso e ancora parte delle spezie. Il tutto rimane chiuso a stagionare per almeno tre mesi. Se invece si decide per una stagionatura lunga, la salamoia viene sostituita da vino bianco. Il gusto finale dovrà risultare delicato ma ben profumato dalle spezie impiegate.
Il Birrificio di Quero
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
I vini dell'azienda agricola Valdoc Sartori a Piccoli in Pizza
Ci siamo accostati ai vini dell'azienda
agricola Valdoc Sartori con la curiosità (gustativa e
intellettuale), che meritano le opere artigianali di eccellenza.
“La nostra azienda – ci racconta
Alberto-, è situata a Santo Stefano di Valdobbiadene, tra splendide
colline e verdeggianti vigneti, proprio nel cuore della
conosciutissima zona D.O.C. del Prosecco. Da oltre 50 anni la nostra
famiglia coltiva la vite seguendo i criteri tradizionali che da
sempre guidano chi lavora la terra e da essa trae sostentamento:
passione per il proprio lavoro, tenacia nel perseguire un obiettivo e
rispetto per la natura. Il terreno collinare è ricco e fortemente
vocato alla viticoltura e la favorevole posizione dei vigneti
dell'azienda, garantiscono una ottimale esposizione delle piante al
sole. Tutto questo si traduce in un elevata qualità delle uve che
attentamente seguite in cantina, danno origine a vini di qualità
altrettanto elevata. “.
Abbiamo assaggiato i vini. Dallo
spumante extra dry al Tranquillo 'Garbui' (quasi 'petillant. Come
direbbero i francesi), dal Frizzante allo Spumante Brut 'Nono Moro'.
Chi ci segue sa quali sono le
osservazioni critiche che rivolgiamo spesso al mondo del prosecco.
Vini troppo uguali, 'concepiti' in
cantina, che nulla ricordano della terra dalla quale provengono.
E poi, appena aperti, via quella
zaffata di profumi e sapori e poi un desolante 'spegnimento', quasi
ad inseguire improbabili virtù...
Beh, diciamolo chiaramente.
I vini dei Sartori rivelano un solido e
appassionato lavoro nel vigneto.
Soprattutto il Tranquillo Garbui,
rinvia con orgogliosa fierezza alla terra d'origine.
Ecco, sono questi i vini che ci
riconciliano con il mondo del prosecco, vino eccezionale, che va
rispettato e valorizzato, al di fuori delle facili avventure
commerciali.
Per questi buoni motivi l'azienda
agricola Valdoc Sartori è stata invitata alle iniziative di
informazione della rete dei Borghi Europei del Gusto.
E, scusate se è poco !
Via Menegazzi, 7 31049 Valdobbiadene Treviso
Iscriviti a:
Post (Atom)