sabato 27 febbraio 2021

La Pizzeria da Renata di Onigo nella Via della Pizza

 





La rete dei Borghi Europei del Gusto ha deciso di un creare un percorso

dedicato ai temi dei Mulini del Gusto,delle Vie del Pane e delle Vie della Pizza..

Il circuito organizza e promuove dei percorsi d’informazione per mettere a confronto idee,

progetti, capaci di seguire il filo logico della valorizzazione rispettosa degli

equilibri sociali culturali e ambientali dei territori di riferimento.

Sono previsti incontri e stages di informazione nei territori , per raccontare a

giornalisti e comunicatori le storie dei borghi e delle loro culture.

Ogni ‘tappa’ tocca i luoghi, le storie, i protagonisti della filiera agroalimentare.


Così nella Pedemontana del Grappa,i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa

si sono ricordati della Pizzeria da Renata, in quel di Covolo, nel comune di Pederobba.

“La pizzeria “da Renata” ha una storia di lunga data. Viene inaugurata nell’anno 1983, per continuare l’attività della trattoria “da Renata” avviata dalla famiglia negli anni ’70.

Palmiro e Renata gestiscono la pizzeria fino al 1998 quando subentra Francesco, il figlio, che raccoglie l’esperienza del padre e si dedica a tempo pieno all’attività di pizzaiolo.

L’attenzione per gli ingredienti e la bontà dei sapori è sempre stata il loro pallino. Originariamente Palmiro e Francesco si recavano quotidianamente alla Fonte di Calcola (nel Comune di Alano di Piave) per raccogliere l’acqua per l’impasto: l’acqua buona migliora la qualità e il gusto della pizza.

Oggi la pizzeria è gestita da Francesco e dalla moglie Agnese, che con il suo sorriso gentile accoglie tutti i clienti del locale.

L’atmosfera che si respira è quella di un ambiente familiare, dove tutto viene fatto con cura e in modo genuino.”


La visita conferma i buoni ricordi.

Si può scegliere tra diversi impasti, tutti pensati e realizzati con i tempi di maturazione e lievitazione che permettono un'ottima digeribilità.

L’impasto delle pizze è sempre fresco, viene fatto quotidianamente in casa e a mano, proprio come vuole la vera tradizione della pizza italiana.

Gli ingredienti sono tutti rigorosamente scelti per garantire una pizza di qualità!

L’impasto viene fatto con farina tradizionale e farina macinata a pietra come una volta.

Per le farciture si privilegiano gli ingredienti freschi e di stagione. Un fiore all’occhiello: la pizza con il radicchio di Treviso e salsiccia di montagna.

Cottura in forno a legna.


La costruzione e la comunicazione de Le Vie del Gusto è uno dei principali

itinerari che i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa stanno sviluppando.

A buon diritto la Pizzeria da Renata è stata inserita nel percorso d'informazione.






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domenica 13 dicembre 2020

I micro ortaggi si uniscono alla pizza…e non solo!

 


Da qualche tempo si sente parlare anche da noi di Micro ortaggi o  Microgreens, un prodotto molto conosciuto all’estero e che inizia ad essere proposto anche da noi. Spesso vengono chiamati germogli, ma il termine esatto sarebbeplantule commestibili”. Esse sono ottenute a partire dai semi di varie specie di ortaggi, colture erbacee, erbe aromatiche e piante spontanee e vengono raccolte dopo 7-21 giorni dalla semina.

Ne avevo letto da diverse parti i commenti entusiastici, ma la prima volta che li ho assaggiati, , è stato per caso alla Pizzeria Ristorante da Miceon a, Ponzano Veneto (TV).

Mentre, leggendo il menù assai invitante, ero incerto sull’ordinazione da fare, il titolare, Giosuè Cuomo mi suggerì l’idea di assaggiare questa novità da poco introdotta.

La novità mi incuriosì e scelsi la pizza "GIRASOLE", con mozzarella, pomodoro, prosciutto crudo e germogli di girasole.

Pizza “Girasole”

L’assaggio fu estremamente piacevole: i germogli, o per meglio dire i micro ortaggi, pur essendo poco appariscenti alla vista, lasciavano un sapore molto intenso e piacevole, che ben si sposava con la pizza, arricchendola di sapori e di colori e soprattutto di nutrienti!


Volli perciò richiamare Giosuè per sapere come gli fosse venuta l’dea di queste inusuali verdure. Mi disse che il progetto era nato da una chiacchierata con Nicola, un suo antico cliente ed amico, che aveva da poco iniziato a coltivare questa specialità, ma si era totalmente entusiasmato a questa coltivazione che ormai gli occupava tutto il tempo libero.


Casualmente era presente nel locale anche lui, che mi spiegò come, avendo deciso, di riscoprire la tradizione dell'orto, per curare la propria dieta sia in termini di qualità che in termini di "biologicità", era passato in breve tempo all'idroponica e, in seguito, alla coltivazione dei micro-ortaggi indoor.

Parlandone poi con l’amico, Giosuè avevano deciso di presentare all’interno del Menù della trattoria questi prodotti, finora usati solo dagli chef più titolati, per vedere se fosse possibile farli conoscere ed apprezzare al maggior numero di persone. E fino a questo momento i risultati sono più che incoraggianti!


Ringraziai delle interessanti spiegazioni e li salutai, deciso a ritornare presto per approfondire la conoscenza di questi entusiasmanti super foods.


Nei giorni successivi approfondii la mia conoscenza sui micro ortaggi e scoprii che sono particolarmente ricchi di minerali e vitamine; inoltre vantano composti antiossidanti che sono un vero toccasana per la salute umana, avendo un alto contenuto di sostanze bioattive (di 10 volte più alto dei normali ortaggi). 

 


Da “Microgreens”- di Francesco Di Gioia e Pietro Santamaria

Dopo alcuni giorni ebbi l’occasione di tornare in Veneto e non mancai di tornare “da Miceon” per assaggiare il “Trancio di Salmone, con Pomodoro, purè e micro-ortaggi: Amaranto, Girasole e Ravanello Daikon”.

Trancio di Salmone, con Pomodoro, purè e micro-ortaggi: Amaranto, Girasole e Ravanello Daikon”.

Ancora una volta mi stupii di come quei piccoli ingredienti potessero assolutamente vivacizzare il sapore della portata e renderla veramente unica.


Perciò ringrazia ancora del prezioso suggerimento e salutai il Sig. Giosuè, ripromettendomi di terminare la lista degli assaggi dei suoi entusiasmanti piatti appena avessi l’occasione di tornare in Veneto.



Gianluigi Pagano