domenica 13 dicembre 2020

I micro ortaggi si uniscono alla pizza…e non solo!

 


Da qualche tempo si sente parlare anche da noi di Micro ortaggi o  Microgreens, un prodotto molto conosciuto all’estero e che inizia ad essere proposto anche da noi. Spesso vengono chiamati germogli, ma il termine esatto sarebbeplantule commestibili”. Esse sono ottenute a partire dai semi di varie specie di ortaggi, colture erbacee, erbe aromatiche e piante spontanee e vengono raccolte dopo 7-21 giorni dalla semina.

Ne avevo letto da diverse parti i commenti entusiastici, ma la prima volta che li ho assaggiati, , è stato per caso alla Pizzeria Ristorante da Miceon a, Ponzano Veneto (TV).

Mentre, leggendo il menù assai invitante, ero incerto sull’ordinazione da fare, il titolare, Giosuè Cuomo mi suggerì l’idea di assaggiare questa novità da poco introdotta.

La novità mi incuriosì e scelsi la pizza "GIRASOLE", con mozzarella, pomodoro, prosciutto crudo e germogli di girasole.

Pizza “Girasole”

L’assaggio fu estremamente piacevole: i germogli, o per meglio dire i micro ortaggi, pur essendo poco appariscenti alla vista, lasciavano un sapore molto intenso e piacevole, che ben si sposava con la pizza, arricchendola di sapori e di colori e soprattutto di nutrienti!


Volli perciò richiamare Giosuè per sapere come gli fosse venuta l’dea di queste inusuali verdure. Mi disse che il progetto era nato da una chiacchierata con Nicola, un suo antico cliente ed amico, che aveva da poco iniziato a coltivare questa specialità, ma si era totalmente entusiasmato a questa coltivazione che ormai gli occupava tutto il tempo libero.


Casualmente era presente nel locale anche lui, che mi spiegò come, avendo deciso, di riscoprire la tradizione dell'orto, per curare la propria dieta sia in termini di qualità che in termini di "biologicità", era passato in breve tempo all'idroponica e, in seguito, alla coltivazione dei micro-ortaggi indoor.

Parlandone poi con l’amico, Giosuè avevano deciso di presentare all’interno del Menù della trattoria questi prodotti, finora usati solo dagli chef più titolati, per vedere se fosse possibile farli conoscere ed apprezzare al maggior numero di persone. E fino a questo momento i risultati sono più che incoraggianti!


Ringraziai delle interessanti spiegazioni e li salutai, deciso a ritornare presto per approfondire la conoscenza di questi entusiasmanti super foods.


Nei giorni successivi approfondii la mia conoscenza sui micro ortaggi e scoprii che sono particolarmente ricchi di minerali e vitamine; inoltre vantano composti antiossidanti che sono un vero toccasana per la salute umana, avendo un alto contenuto di sostanze bioattive (di 10 volte più alto dei normali ortaggi). 

 


Da “Microgreens”- di Francesco Di Gioia e Pietro Santamaria

Dopo alcuni giorni ebbi l’occasione di tornare in Veneto e non mancai di tornare “da Miceon” per assaggiare il “Trancio di Salmone, con Pomodoro, purè e micro-ortaggi: Amaranto, Girasole e Ravanello Daikon”.

Trancio di Salmone, con Pomodoro, purè e micro-ortaggi: Amaranto, Girasole e Ravanello Daikon”.

Ancora una volta mi stupii di come quei piccoli ingredienti potessero assolutamente vivacizzare il sapore della portata e renderla veramente unica.


Perciò ringrazia ancora del prezioso suggerimento e salutai il Sig. Giosuè, ripromettendomi di terminare la lista degli assaggi dei suoi entusiasmanti piatti appena avessi l’occasione di tornare in Veneto.



Gianluigi Pagano

 


domenica 29 novembre 2020

Montebelluna e il Montello nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura

 


Il cammino del progetto L’Europa delle scienze e della cultura, promosso dalla rete Borghi d’Europa

sotto il Patrocinio della IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione

regionale nella regione adriatico jonica), riprende da uno dei territori che, storicamente,sono stati coinvolti

nelle iniziative di informazione internazionali.

Basti ricordare il Patrocinio del Comune di Volpago del Montello (gennaio 2007) alla rassegna

informativa ‘I Mille Colori della Tipicità’ e il Patrocinio della Città di Montebelluna alla iniziativa

‘Comunicare Montebelluna e il Montello’ (maggio 2013).

Il territorio verrà raccontato da giornalisti e comunicatori secondo le 10 chiavi di lettura di Borghi

d’Europa , i 10 Percorsi Internazionali.

A dicembre si terrà alla Pizzeria Ristorante Al Tiglio di Bavaria di Nervesa della Battaglia la

conferenza stampa di presentazione del programma 2020/2021, con la partecipazione della

Associazione Vinoteka dei Colli di San Floriano e dello chef Massimo de Belli (Enoteca dell’

Impero,Gotrizia).

Ottima occasione per parlare del Percorso I Mulini del Gusto e le Vie del Pane e della Pizza e

per ricordare Il Galateo di Mons. Giovanni della Casa , ‘ Trattato di messer Giovanni della Casa, nel

quale sotto la persona d’un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de modi, che si

debbono o tenere, o schifare nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.
(titolo completo)

Il Galateo overo de’ costumi, noto comunemente come Galateo, è un breve trattato scritto da Giovanni

Della Casa (1503-56) probabilmente negli anni in cui si ritirò nell’abbazia di Sant’Eustachio presso

Nervesa, nel trevigiano, tra il 1551 e il 1555, e pubblicato postumo nel 1558.

Lo scittore e giornalista Giuanluigi Pagano (direttore della rivista ND Natura Docet) ne ha proposto

una rivisitazione ne ‘Il Galateo del Terzo Millennio’.

Fabio Stefanon ( La Bottega dei Sapori di Pederiva), accompagna quale novello Virgilio i giornalisti

alla scoperta dei sapori del Montello ( La Via della Birra, Eurovinum,la Via dei Norcini, la Via del

Caffè) ,non dimenticando le ragioni della Mobilità Dolce ( la ciclovia la Tradotta,realizzata sul vecchio

tracciato della ferrovia Susegana-Montebelluna).

E,infine, i Percorsi della Grande Guerra, al di fuori dei clamori politici e di maniera.

Insomma un anno di occasioni e di incontri, con l’impegno a portare Montebelluna e il Montello al

di fuori,per disseminare conoscenza e rispetto dell’ambiente, in una ‘chiave’ non propagandistica, ma

genuinamente sostenibile.

a novembre 27, 2020

sabato 28 novembre 2020

Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio

 


 



L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano che più di altri vanta  gran qualità… Nell’occasione è uscita la news (che news non è,  perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…).   Speculazione al ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che spartire! 
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi, che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali, pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno - che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima.  Andrea Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel 2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da 160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto “Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e  al 100% tracciabile.  I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane.  Il Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte alle diverse destinazioni d’uso.  Per questo da sempre il Molino predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree naturali o protette - Oasi Rachello -  favorendo gli agricoltori che scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del benessere dei clienti.  I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero di molini Rachello!
(GfL)

Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV

domenica 11 ottobre 2020

PizzAmore di Carità di Villorba nella Via della Pizza

 


La curiosità è per davvero il motore del lavoro giornalistico.

Così quando ha riaperto la pizzeria in via Solferino a Carità di Villorba, un 'salto' per degustare

uno dei piatti più efficaci del made in Italy a tavola, non poteva mancare.

Forti della convinzione che non basti una unica visita, i giornalisti e i comunicatori di Borghi

d'Europa, hanno ripetuto l'esperienza e , ohibò!, si sono detti che PizzAmore andava inserita di

buon diritto, fra i locali che segnano la storia del Percorso Internazionale Le Via della Pizza.


Giulia ha un carattere determinato, creatività da vendere ed ha deciso di tuffarsi in questa

avventura sostenuta dal suo compagno Pasquale, restauratore di professione, che ha saputo

mettere buon gusto,intelligenza e manualità nell'arredare il locale.

Ne viene fuori un qualcosa di irripetibile : la luce modella i diversi angoli della pizzeria,

regalando una impressione di eleganza minimale, che favorisce il dialogo e la buona compagnia.


E poi ci sono le scelte. Un buon pizzaiolo, Antonio, di scuola napoletana e un cuoco,Roberto.

La cucina offre sempre dei primi piatti 'stagionali', con paste artigianali dei diversi territori italiani;

fra i secondi ricordiamo le tagliate,i filetti al pepe verde (li abbiamo assaggiati,tutto ok!),il pollo

ai ferri, l'arista di maiale. I fornitori sono a un tiro di schioppo da Carità : Pagotto Carni di Pezzan di 

Carbonera, azienda ben conosciuta dai i giornalisti e comunicatori di Borghi d'Europa .


La pizza è interpretata secondo i canoni classici : bordo alto ; lievitazione minima di 36 ore,

la scelta di mozzarelle di rigorosa provenienza campana ; la ricerca di prodotti d'eccellenza,

senza mai abiurare alla qualità certa ; la capacità di proporre pizze innovative, rispettando però

le caratteristiche degli alimenti primari.


E poi una scelta di birre intelligente, dove spiccano alcune birre artigianali di sicura eccellenza, e , 

soprattutto, di costanza nella qualità.


Lo stile di PizzAmore è poi frizzante, senza mai cadere nell'untuosità o nella simpatia forzata e troppo 

invasiva.

Insomma qui si respira autentica cultura dell'accoglienza.

Non a caso lo straordinario menù ispirato alla letteratura, alla poesia, al cinema, porterà in queste

contrade le iniziative per ricordare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. La pizza

Dante e Beatrice, la pizza Paolo e Francesca e il tagliere Dante Alighieri, ci ricordano il Sommo

Poeta.Treviso ospita nel tempio di San Francesco le spoglie mortali del figlio,Pietro di Dante.

E così sia !

mercoledì 25 dicembre 2019

Blond Brothers nel Percorso Internazionale La via della Birra




Le giornate di informazione promosse dalla rete Borghi d'Europa sulle rive della Piave,
presso l'Associazione Culturale Ombretta, hanno confermato la bontà delle scelte operate
nel corso del 2029.
Per il Percorso Internazionale La via della Birra, Borghi d'Europa ha incontrato il Birrificio
Blond Brothers di San Donà di Piave.

Ci racconta Gianfranco Leonardi, direttore di Degusta Magazine :
"Luca Pavanetto “Blond Brothers: si è ritrovato per la grande passione per la birra, con sei soci: Floriano, Massimiliano, Ettore, Davide, Nicola e Mattia. Si sono incontrati anche per le doti creative e commerciali che avevamo in comune e pure perché… sono tutti biondi!
Luca (il commerciale) ha voluto fermamente realizzare il sogno di Floriano (l’ideologo) che ha uno zio frate in abbazia. Con gran forza di volontà hanno costituito l’associazione culturale Blond Brothers a San Donà di Piave (VE) dove in zona artigianale hanno impiantato il birrificio e in piazza a san Donà un “beer shop” dove fanno assaggiare le birre che vendono al dettaglio (e all’ingrosso in tutta Italia) entrando così nel mondo “brew” della birra fatta in casa, senza mai usare un estratto o altro di non naturale. Le birre Blond Brothers sono nate nel garage di Luca, solo con malti, luppoli e lieviti, materie prime di qualità, provenienti sia dalla zona, che dall’Europa e addirittura dal Nord America per i luppoli. In GDO le birre distribuite sono sterilizzate e pastorizzate, nelle artigianali, no, i lieviti continuano a lavorare ancora, crescendo di continuo. All’appuntamento di oggi, tra le altre, hanno presentato una belga, con lievito “season” (del popolo belga, di 4 secoli fa) che dà una birra come quella medievale, molto schiumosa… Poi un’altra è la Pérsiga, creata in botte con mosto d’uva Durella (senza trattamenti) al naturale, con pesche bianche tardive e, il tutto è affinato con “petali miceti” (un lievito spontaneo selvatico) creando così una birra di stile italiano, ma non ancora riconosciuta appieno, dal gusto secco, vinoso e “sidroso”, con un retrogusto acidulo (acidità volatile, non fissa) ideale con pesce o carni grasse, anche con latticini come formaggi stagionati, ma da bere sempre dopo avere mangiato, perché questa birra “asciuga e pulisce” molto la bocca!"
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sabato 7 dicembre 2019

La pizza di Villa D'Asarta a Porpetto, nel racconto di Nicola, Maestro Pizzaiolo





Roberto Regeni,nume tutelare del Birrificio 620 passi di Marano Lagunare, ha fatto conoscere
ai giornalisti e ai comunicatori di Borghi d'Europa,Nicola, talentuoso pizzaiolo del Ristorante
Pizzeria Villa De Asarta di Porpetto.

“Villa De Asarta è il ristorante di pesce di Udine, in località Porpetto, dove potete gustare ottime specialità a base di pescato fresco come la frittura di pesce dell’Adriatico e il pesce ai ferri.
Il locale è specializzato in pietanze tradizionali della cucina mediterranea, perfette per una cena in compagnia o un pranzo di lavoro. “

Nicola è stato intervistato dalla redazione multimediale di Borghi d'Europa ed ha potuto
raccontare, con grande semplicità e senso del realismo, i 'segreti' di una buona pizza : una
accorta scelta delle farine, giustamente mescolate nell'impasto (tenendo conto anche se il forno
è a legna o elettrico) ; un lungo periodo di maturazione (almeno 72 ore),per evitare il ricorso all'acqua minerale ; la scelta di prodotti soprattutto del territorio da utilizzare nelle guarnizioni
della pizza. Un po' scettico sul fenomeno delle pizze gourmet (che spesso rappresentano un'ottima scusa per sparare prezzi pazzeschi!),Nicola preferisce parlare di pizze speciali,che richiedono
un impegno e una laboriosità maggiori.
Proprio per questo alla pizzeria di Villa d'Asarta vengono proposte nel corso della settimana,
non il sabato e la domenica, che sono i giorni a più alta intensità di frequentazioni.

L'appuntamento dei giornalisti de Le Vie della Pizza a Porpetto è dunque ormai deciso :
l'accompagnamento con le birre di Roberto Regeni un altro motivo di attrattività.

Risultati immagini per immagini pizzeria villa de asarta