martedì 16 agosto 2016

L’azienda Le Rocche Malatestiane


L’azienda Le Rocche Malatestiane ( i cui vini sono stati degustati a “...un soffio di Romagna e...” a Vittorio Veneto), si trova a Rimini, sulla costa Adriatica ed ha le sue zone di produzione vitivinicola sulle colline che guardano il mare. Da sempre Le Rocche Malatestiane rappresenta le radici vitivinicole del territorio riminese ed è con orgoglio che dal 1959 l’ azienda ed i vini portano il nome della famiglia Malatesta, Signoria di Rimini dal XIII al XV secolo.
I Malatesta, in particolare Sigismondo Pandolfo, furono grandi condottieri e mecenati, e grazie a loro furono realizzate opere d’arte e di architettura come le rocche e le fortezze che si intravedono sulle colline, dove si coltivano i nostri vigneti.
I vini de Le Rocche Malatestiane sono prodotti da 500 viticoltori che coltivano direttamente 800 ettari di vigneto distribuiti sulle colline della Provincia di Rimini, dall’alta Val Marecchia fino all’entroterra di Cattolica, al confine tra la Romagna e le Marche.
Da questo grande patrimonio di vigneti si producono le migliori uve della DOC Colli di Rimini e della DOC Romagna. I territori appaiono come un mosaico di terroirs, diversi per altitudine, per tipologia di suolo e per la posizione rispetto al mare.
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Dal 2011 con il progetto “Terre riminesi del sangiovese” l’azienda ha voluto riqualificare la propria identità attraverso la valorizzazione del vitigno Sangiovese che maggiormente ci contraddistingue perché rappresenta oltre il 70% delle nostre produzioni locali.

Si è investito così sull’analisi dei suoli con una zonazione che ha delineato 3 grandi terroirs e grazie a nuove metodologie di selezione delle uve in cantina e ad una vinificazione separata, è stato possibile creare un’interpretazione più rispettosa delle caratteristiche del vitigno e dei terroirs di provenienza.

Alla produzione di Sangiovese si affiancano produzioni da vitigni autoctoni come Rebola, Pagadebit e Biancame e da vitigni internazionali come Merlot, Cabernet Sauvignon e Chardonnay che hanno trovato nel territorio riminese una loro positiva espressione.

Le radici culturali e la passione per il territorio hanno portato al restauro di una magnifica grotta sotterranea nel ventre del Monte Giove, la collina su cui sorge Santarcangelo di Romagna, in Provincia di Rimini. Qui affiniamo il sangiovese Mons Jovis, in una condizione di stabilità di temperatura e di equilibrio di tutti i fattori che rendono il vino straordinario.

La stessa passione per il territorio e per le origini di viticultori che rendono speciali i vini dell’Azienda.
“ ….un soffio di Romagna e….”

Complice una ottima piadina con la mortadella e lo scacquerone, Antonia e Stefano,numi tutelari di
“…. un soffio di Romagna e...” a Vittorio Veneto e Castrette di Villorba ( lungo la Statale Pontebbana), ci hanno regalato ricordi di una terra meravigliosa.
E’ impossibile dimenticare i viaggi del gusto alla scoperta del vino burson e di altre delizie a Bagnacavallo ; gli itinerari che Palato Anarchico (alias Giuseppe Gaspari) ha proposto a Cesena
e nella zona dei Colli ; i percorsi storici a Sarsina ; le soste ‘al sangiovese’ nelle colline di Predappio ; i lunghi pellegrinaggi a Modigliana e Premilcuore ; la ricerca degli inediti del buon e bello vivere in terra di Romagna.

Poi quei disegni di Tonino Guerra, riprodotti sulle tende de “ ...un soffio di Romagna e...”.
Tonino Guerra nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1920, laureato in pedagogia presso l'Università di Urbino, soggettista e sceneggiatore cinematografico di fama internazionale, collaboratore di Antonioni, De Sica, Fellini, I Fratelli Italiani, Monicelli, Rosi. Autore di opere narrative, poeta autentico e originale, artista, che traduce la fantasia in immagini e colori. Dal 1989 ha vissuto e lavorato a Pennabilli nel Montefeltro, dove ha dato vita a numerose installazioni artistiche.


L’incontro di Tonino Guerra e della Stamperia Pascucci
L'incontro con il poeta Tonino Guerra avvenne nella primavera del 2001 mentre la Stamperia Pascucci stava organizzando la prima grande mostra di tende da sole sulla spiaggia di Cervia. Occorrevano per l'allestimento, oltre alle tende storiche, dei brevi racconti per accompagnare la mostra. Tonino Guerra con generosità fornì otto aforismi, scrivendoli di suo pugno per la bottega. Quindi, da un susseguirsi di incontri, nacque una preziosa amicizia che, grazie alla sua immaginazione e ai suoi suggerimenti, diede vita a un modo nuovo e originale di realizzare le tele stampate, portando la tradizione, sempre e comunque rispettata, verso un rinnovamento visibile ancora oggi.
"Gli arazzi luminosi di Pennabilli" fu il primo grande progetto, sviluppato a Bertinoro, costituito da dodici grandi tele stampate e dipinte a mano con le quali si diede inizio ad un cammino di rinnovamento e studio che portò ad esplorare in maniera ancora più approfondita le possibilità creative che la stampa a mano consente. I disegni che Tonino creava con maestria racchiudevano poesie e le cose che nascevano in bottega regalavano emozioni prima di tutto a noi che le realizzavamo. Colori nuovi e linee fantastiche, ma soprattutto le sue amate farfalle, simbolo indiscusso di una sensibilità che ha attraversato momenti duri e che grazie alla magia della fantasia è sopravvissuta, hanno animato la bottega e tutti coloro che, acquistando una tela stampata con i suoi disegni, hanno scelto di portare a casa un pezzo di tradizione romagnola e di poesia.


Nel 2011, anno precedente la morte, Tonino scriveva: "Da dieci anni mi piace creare, con l'aiuto del maestro artigiano Riccardo Pascucci, presenze disegnate che parlano dalle pareti. Li hanno chiamati Arazzi luminosi, ma per me restano semplici drappi poetici per tenere compagnia, per riscaldare i nostri pensieri, per ascoltare le loro favole" (da "La Valle del Kamasutra" di Salvatore Giannella).

Concorso giornalistico “Il Bursôn e il suo territorio”: per partecipare c'è tempo fino al 31 agosto


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Giunto alla quarta edizione, ha un montepremi totale del valore di € 3.000. Si può partecipare con articoli editi o con servizi radio e televisivi con protagonista il vino autoctono dell’area di Bagnacavallo

Per il quarto anno consecutivo viene riproposto il concorso giornalistico “Il Bursôn e il suo territorio”, organizzato dal “Consorzio Il Bagnacavallo”. Obiettivo del concorso: premiare i migliori articoli editi (su carta stampata e online, anche su testate non registrate) e/o servizi radio e tv andati in onda, che hanno come protagonista il vino Bursôn e l’Uva Longanesi.


C’è tempo fino al 31 agosto 2016 per partecipare al concorso inviando articoli pubblicati dal 1 ottobre 2015 al 30 agosto 2016 o i servizi radio/tv andati in onda nello stesso periodo. La partecipazione è gratuita e vi possono concorrere giornalisti, pubblicisti, blogger anche non iscritti all’ordine dei giornalisti, purché di età superiore ai 18 anni.

La storia dell’Uva Longanesi nasce da una felice intuizione di Antonio Longanesi, soprannominato “Bursôn”. Classe 1921, nasce a Boncellino, nel comune di Bagnacavallo (RA). Antonio, amante della caccia, era solito trascorrere le giornate invernali in un capanno situato nei pressi di un una quercia, sulla quale si arrampicava una vite selvatica. Una vite sconosciuta che lo incuriosisce per la dolcezza dell’uva e la capacità di rimanere sana fino a tardo autunno. Con grande stupore scoprì anche che l’uva era in grado di dare un vino rosso di ben 14 gradi alcolici. La nascita del vino “Bursôn”, così com’è conosciuto oggi, è però datata 1996, quando l’enologo Sergio Ragazzini e l’amico Roberto Ercolani (viticoltore), entrambi di Bagnacavallo, decidono di creare un “grande vino rosso di pianura” di lungo invecchiamento. Il primo anno, quasi per scommessa, producono 780 bottiglie. Poi prove, analisi e il grande desiderio di far riconoscere quest’uva unica e la volontà di dare vita a un Consorzio che nascerà nel 1999. Nel 2000 grazie agli studi del CRPV di Tebano e delle analisi del DNA svolte all’Istituto di San Michele all’Adige, l’uva salvata da Antonio Longanesi viene iscritta al Registro delle Varietà da vino con il nome di “Uva Longanesi”. Il nome del vino, “Bursôn”, è stato depositato e registrato a tutela della sua tipicità dal Consorzio “Il Bagnacavallo”. Questa vite e il suo vino sono così legate in modo indissolubile al territorio di Bagnacavallo e alla pianura romagnola limitrofa.

I lavori possono essere inviati via posta al Consorzio Il Bagnacavallo, Via Ungaretti 1, Villanova di Bagnacavallo (RA) c/o Ecomuseo delle Erbe Palustri, oppure via mail a consorzioilbagnacavallo@gmail.com, specificando in entrambi i casi: “Concorso giornalistico Premio Burson, Edizione 2016”.

Interessanti i premi messi a disposizione per vincitori. Il 1° qualificato si aggiudicherà una targa-gioiello creato appositamente dall’orafo Paolo Ponzi e 60 bottiglie di Bursôn Etichetta Nera, per un valore complessivo di € 1.500; il 2° qualificato 60 bottiglie di Bursôn Etichetta Nera del valore complessivo di € 1.000; mentre al Premio speciale della giuria dei produttori verranno consegnate 30 bottiglie di Bursôn etichetta nera del valore di € 500. La cerimonia di premiazione avverrà nel mese di settembre 2016.

Per informazioni: Consorzio Il Bagnacavallo, tel. 0545 61632 consorzioilbagnacavallo@gmail.com
Il bando integrale del concorso è consultabile sul sito www.consorzioilbagnacavallo.it

giovedì 3 dicembre 2015

Un salto alla Cantina di Sergio Moro, a Col San Martino

Il lavoro dei giornalisti e dei comunicatori della rete dei borghi europei del gusto, prende spunto molto spesso, dalle segnalazioni di amici e conoscenti, amanti del buon e bello vivere.
Così dopo due incontri ( alla Pizzeria Miregò di Miane e 'La Becaria di Andrea' di Follina), si è realizzata la visita gustosa all'Azienda Agricola di Sergio Moro, in via Crede a Col San Martino (Farra di Soligo).
E' una passione antica quella che anima la famiglia : nel 1960 Domenico Moro e la sua famiglia
giunsero come mezzadri sulla terra ove ancor oggi è collocata l'azienda. Successivamente, nel 1972,
divennero proprietari,fondando l'azienda agricola Moro Fratelli. I figli Sergio e Luigino hanno accompagnato per molti anni l'azienda nella storia del Prosecco. Nel 1992 l'impresa si è divisa, creando così l'azienda agricola Sergio Moro.
Ne parliamo con Sergio e con il figlio Erik nella cantina (ultimata nel 2010) : un esempio della laboriosità intelligente delle nostre genti.
“ Coltiviamo soprattutto Glera,il vitigno che darà vita al vino Prosecco. Le uve,lavorate in purezza durante la vinificazione,esaltano le peculiarità che i terreni argillosi dell'azienda sono in grado di
donare,quali sali minerali ed aromi, che accompagnano la maturazione del vino, conferendogli
carattere ed autenticità.”
I vini di casa Moro richiamano in modo diretto il terroir da cui traggono origine.
Vogliamo ricordare il Valdobbiadene Porsecco Superiore docg extra dry ; il Praà Alt (spumante brut) : il Beato (tranquillo) ; il Prosecco doc (frizzante) ; il Belveder (frizzante sur lie, col fondo) e il Collerosso ( da vitigni cabernet franc e merlot).
L'Azienda Agricola Sergio Moro è stata invitata a partecipare dalla rete dei borghi europei del gusto
alle iniziative di informazione intese a valorizzare queseto territorio benedetto e le sue espressioni migliori.

venerdì 20 novembre 2015

Pizzeria Tramonti - unospicchio di Campania a Pieve di Soligo

Mirko e Chiara sono l’anima della Pizzeria Tramonti di Pieve di Soligo, aperta dal 2006 e che oggi propone pizze d'asporto tutt'altro che banali e impasti attenti a chi soffre di intolleranze alimentari. 
Il nome deriva dalla città natale del titolare, Tramonti, in provincia di Salerno. Perché qui, a Pieve di Soligo, nel Trevigiano, c’è chi la pizza l’ha importata e ne ha fatto un vanto.
Fragrante, gustosa, leggera e facilmente digeribile, questa pizza è pensata soprattutto per chi soffre di intolleranze alimentari: kamut, pizza senza glutine e pinsa romana sono infatti presenti in menù.
Il successo di Mirko deriva dal suo menù “controcorrente” con impasti alternativi e abbinamenti di ingredienti fuori dall’ordinario, usando solo prodotti italiani e legati alla stagionalità. 
Ecco quindi la pizza con melanzane, pomodori semi secchi e salame piccante calabrese, ma anche altre ricette legate al territorio che prevedono radicchio di Treviso e asparagi freschi. 
A noi già viene l'acquolina in bocca.

lunedì 26 ottobre 2015

NENELLA IMPIGLIA CURZI AI GIOVEDI' DEL GUSTO IN BRERA L'IMPRENDITRICE OSPITE ALL' APPUNTAMENTO SULLA TRADIZIONE DELLA PASTA MARCHIGIANA

Il penultimo appuntamento dei "Giovedì del Gusto", allo Spazio Elica di Via Pontaccio in Brera a Milano, ha visto come protagonista la pasta marchigiana e la sua gloriosa tradizione.

Prima della degustazione finale delle eccellenze della pasta accompagnate dai vini marchigiani, si è tenuta la conferenza stampa, alla quale ha partecipato come ospite d'eccezione l'imprenditrice e fashion manager Nenella Impiglia Curzi, che ha realizzato la "Scarpetta nel Piatto", un libro omaggio alle Marche e alle persone.

La Curzi ha spiegato che ha dato sfogo alla propria fantasia, scrivendo un'opera suggestiva che fonde il proprio profondo senso di appartenenza al territorio Marchigiano con la tradizione della buona cucina e la moda, citando scherzosamente anche alcuni aneddoti della sua infanzia legati ai sapori della propria Terra.
La "Scarpetta nel Piatto" è un libro dove la valorizzazione del territorio delle Marche ha una forte connotazione e, come quando un'ottima pasta si lascia avvolgere dal sugo di condimento, così il lettore si farà trasportare una pagina dopo l’altra, divorandolo in un boccone!

venerdì 14 agosto 2015

Comunicare per Esistere al Bar Le Tentazioni di Zerman di Mogliano




Il Bar Le Tentazioni  di Zerman (Mogliano) ha ospitato lo stage di informazione della tramissione multimediale L'Italia del Gusto, sotto forma di 'Aperitivo in Piazza Don Antonio Sala.'
Si è trattato di uno degli appuntamenti del progetto La Piazza dell'informazione, 'tracce di filò urbano, per una comunicazione ritrovata. "
Dopo la presentazione della storia della Chiesa di S.Elena Imperatrice, si è svolta una degustazione, proposta da Nicoletta e Maurizio,numi tutelari del bar Le Tentazioni.
Il locale, oltre ad offrire tutti i servizi di tradizione, è diventato anche un punto di incontro della comunità, ove è possibile acquistare il pane artigianale e scegliere tra una ampia gamma di salumi di qualità.
Ecco allora i buoni vini dell'azienda agricola Sandre di Campodipietra, il pane de Il Buon Pane di Gaggio (Marcon), le fantasie dei cicchetti di pesce della Pescheria Gastronomia di Piazza don Antonio Sala, i formaggi e i salumi dell'azienda agricola F.lli Donadel di Mogliano Veneto e le pizze della Pizzeria Arrigoni di Zerman.
I cicchetti di pesce proposti da Adriana e Manuel hanno incantato occhi e palati : una frittura deliziosa, mai unta e croccante ; i crostini di baccalà mantecato e di crema di dentice ; le polpette di rombo. La selezione del pesce è qualitativamente ineccepibile ; la cucina di Adriana, per la gastronomia,semplicemente deliziosa.
La pizza Mediterraneo proposta dalla Pizzeria Arrigoni ha confermato le qualità delle proposte di Alberto, dopo la partecipazione televisiva a Master Pizza, in febbraio.
"Le nostre pizze" spiega Arrigoni “sono si il frutto dell’esperienza, ma anche di un lavoro di ricerca costante di farine di qualità macinate a pietra, su lievitazioni lunghe e naturali, prodotti italiani di eccellenza, su verdure biologiche. Accontentiamo tutti i palati e cerchiamo di tutelare la salute”.
La storia si perde nel tempo ma le radici restano. La famiglia Donadel si stabilì nelle terre vicino al fiume Zero proveniente dalla sinistra Piave, probabilmente dalla zona di Fontanelle di Oderzo, nei primi anni dell’ ottocento, in seguito alle guerre napoleoniche, per lavorare a mezzadria i terreni di proprietà dei conti Marcello.
L’unica ricchezza erano le braccia per lavorare, l’ amore per la terra e gli animali,  la passione per questo lavoro,e la certezza che la fatica sarà sempre ripagata dal pane quotitidiano, perché la natura non delude mai se l’ uomo rispetta le sue regole. La famiglia è da generazioni legata a questi valori ed insegnamenti e anche oggi in qualche misura ricorda sicuramente le vecchie famiglie patriarcali dove tutti erano coinvolti nel lavoro della terra e nella cura del bestiame: oggi cinque fratelli, Nicola, Agostino, Filippo, Mario, Paolo, e una sorella, Sara, che collaborano per portare avanti l’ attività agricola; e con noi ci sono anche papà Pietro, mamma Teresa e lo zio Luigi, che ci hanno passato il testimone. Salumi, formaggi, carni pregiate : queste le eccellenze di casa Donadel.